Ricadi

Non ebbe impennate la storia a Ricadi e gli altri villaggi felicemente adagiati sul promontorio alla base dell'altopiano del Poro, tra Briatico e Tropea, che si protende nel mare e il cui vertice ha nome Capo Vaticano (forse perché si vaticinava?), terra più adatta agli eroi della classicità e agli dei che ai comuni mortali.
La storia però ci fu, lo testimoniano i numerosi avanzi archeologici venuti alla luce nelle varie campagne di scavi, che dicono della
preistoria, di fenici e di cartaginesi, di Locri, di Roma ovviamente, di bizantini e normanni, di saraceni che batterono la costa razziando e bruciando quel che non portavano via, di angioini e di aragonesi, francesi, borboni. Storia di basso tono, forse, ma soprattutto economica se bisognò (nei tempi remotissimi tanto che se ne poté attribuire la costruzione a Ercole da cui prese il nome - Forum Herculis, oggi Formicoli - il possente semiddio di ritorno dalla Spagna coi suoi armenti che qui trovarono abbondanti pascoli) costruirvi un porto dal quale ripartivano le navi col carico di vino, di olio, di cereali.
Un tempo con economia comune a quella agro-pastorale dei paesi del Poro, di cui è appendice, Ricadi e specie le due importanti frazioni, più prossime al mare, S. Nicolò e Santa Domenica, pur senza rinunciare ai prodotti della terra (ulive, fichi, uve e soprattutto cipolla denominata "di Tropea", di color rosso violaceo e dalle particolari virtù nutritive e medicinali, rinomata nel mondo) è entrato di prepotenza negli itinerari turistici internazionali rispondendo con campeggi moderni convenientemente attrezzati, villette, alberghi e posti di ristoro che offrono il meglio della cucina locale, alla domanda interna e straniera, desiderosa di vacanze serene in mezzo ad una natura straordinariamente bella, fatta di sole perenne, mare pulito, spiaggette dalla sabbia bianca e finissima, morbida, scogli neri e lucenti, alberi ornamentali e da frutto ed erbe e fiori dai colori smaltati e che con la loro presenza per tutto l'anno, danno l'impressione di una eterna primavera.
In questo Eden, che ha dirimpettaia la costa siciliana con le isole Eolie, le cui miriadi di luci dopo il tramonto trapuntano la notte ed offrono uno degli spettacoli più belli del mondo; in una villetta costruitasi a poche decine di metri dal faro, scelse di vivere Giuseppe Berto, che qui scrisse "Il male oscuro" e qui riposa, per espressa volontà, nel , piccolo cimitero di S. Nicolò.
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